Caro Collega,
sono stata a lungo indecisa sull’opportunità di scrivere questa circolare e sono stati proprio alcuni colleghi a spronarmi a farla.
Sono gli stessi colleghi che, incuriositi e perplessi per quello che avevano letto sulla stampa, mi hanno chiesto spiegazioni. Quelle stesse spiegazioni che a voce ho dato a loro, ora le scrivo a tutti.
Lunedì 25 maggio è stata votata una delibera che andava a chiudere la Commissione Antimafia, costituita qualche settimana prima. Il voto favorevole è arrivato da tutto il centro-destra.
I giornali del martedì successivo riportavano con grande enfasi le dichiarazioni rilasciate da esponenti dell’opposizione secondo i quali il centro-destra, abolendo la Commissione Antimafia, non vuole combattere le infiltrazioni mafiose negli appalti proprio ora che, in vista di Expo 2015, il rischio si moltiplicherà.
Questi i fatti che sono stati riportati all’opinione pubblica la quale, per come sono presentati, ha tutto il diritto di indignarsi.
Poiché io stessa a leggere i giornali e a sentire la sinistra farei parte del gruppo dei politici “connivente” con la mafia, ti chiedo 5 minuti del tuo tempo (sempre che l’argomento sia di tuo interesse) per spiegarti ciò che invece non è stato detto.
La costituzione della Commissione Antimafia derivava da una richiesta del Capogruppo in Comune del PD con il pretesto di monitorare gli appalti in vista di Expo 2015 e individuare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata. Il centro-destra si è opposto immediatamente per la evidente inutilità di una Commissione del genere, denunciandone l’aspetto demagogico. La stessa non sarebbe mai stata investita dei poteri necessari per svolgere indagini o anche solo per avere accesso ad atti significativi in materia.
Non solo: una qualsiasi Commissione Consiliare, composta mediamente da circa 25 Consiglieri, ogni volta che si riunisce comporta l’esborso da parte dell’Amministrazione Comunale di € 130,00 per ciascun membro, più l’impiego di 4 dipendenti (tecnico del suono, verbalizzante e 2 commessi).
Poiché, però, il Sindaco stesso aveva dichiarato in un’intervista il suo assenso alla costituzione, abbiamo cercato come maggioranza di costruire responsabilmente una delibera che desse spessore all’iniziativa, ponendo come condizione che ci fosse la collaborazione di istituzioni quali il Tribunale, la Questura e la Prefettura.
Nessuna di queste 3 Istituzioni, per ovvie ragioni, ha acconsentito a mettere a disposizione della nostra Commissione gli atti e la documentazione relativa alle indagini in corso.
Quindi, coerentemente con quanto scritto nella prima delibera, abbiamo presentato un altro testo per la cancellazione della Commissione che nel frattempo si era insediata.
Questi i fatti che i giornali non hanno riportato.
E ora consentimi qualche riflessione sulla vicenda.
Il dibattito politico e la contrapposizione tra i vari schieramenti si avvale molto spesso di slogan, pretesti, populismo, demagogia, ecc. da entrambe le parti e senza esclusione di colpi.
Questo l’ho capito, lo so, ma non sempre riesco ad accettarlo: soprattutto se ne rimango coinvolta, ancorché come parte di un gruppo. Essere associata a persone mafiose, per quanto palesemente si sia di fronte alla più becera strumentalizzazione, mi ha molto amareggiato. Ed è un’amarezza che mi sento addosso ancor di più perché io sono stata da subito contraria alla costituzione della Commissione e tra i primi firmatari della delibera per il suo scioglimento. Tutto questo ben sapendo che dal punto di vista dell’immagine sarebbe stato un boomerang.
Insisto, comunque, a pensarla così perché non voglio prendere in giro i cittadini milanesi, perché una Commissione Consiliare non ha nulla a che vedere con una Commissione Parlamentare che i poteri per agire li ha, perché non si sperperano i soldi dei contribuenti per propaganda elettorale volta solo a denigrare l’avversario.
Per quanto posso, voglio oppormi a tutte quelle strumentalizzazioni che fanno bene solo a chi le fa (e non sempre…).
Come Presidente della Commissione Politiche del Lavoro, in questi 3 anni ho assistito a numerosi tentativi dell’opposizione di crearsi visibilità sulla pelle di persone che stavano perdendo il lavoro e per le quali non avrebbero potuto fare nulla di concreto. Io non ho mai prestato il fianco a questi tentativi.
C’è un’ultima cosa, certo non meno importante del resto, che ci tengo a specificare. Riguarda proprio la lotta alla criminalità organizzata negli appalti pubblici e ciò che già fa l’Amministrazione Comunale per contrastarla.
È di 3 settimane fa l’assegnazione al Comune di Milano del premio “Lotta alla corruzione” nell’ambito dell’iniziativa “Lavoriamo Insieme” promosso dal Ministero della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.
Questo premio si somma ai numerosi premi internazionali che Milano ha ricevuto in questi anni quale Comune “più trasparente” nell’assegnazione degli appalti e conseguentemente per la segnalazione al Tribunale di soggetti in odore di mafia.
Penso che ogni altro commento sia superfluo.
Mi scuso se sono stata prolissa, ma ritengo sia giusto che circolino anche queste informazioni.
Sono naturalmente a disposizione per altre informazioni o per allargare il dibattito.
Un caro saluto.
Carola Colombo
Ps: questa circolare era pronta da più di una settimana. Ho preferito, però, aspettare la chiusura dei seggi elettorali per inviarla. Sono certa che apprezzerai questa decisione.